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LA DINAMO TACHIMETRICA

La dinamo tachimetrica è un trasduttore di velocità che fornisce un segnale analogico in uscita proporzionale, a meno di una costante, alla velocità di rotazione della dinamo tachimetrica stessa.

Grazie a questa prerogativa, le dinamo tachimetriche sono state utilizzate con successo nei sistemi di retroazione per il controllo dei motori elettrici a corrente continua, dove il segnale in uscita dalla dinamo viene utilizzato come riferimento di velocità dell'azionamento digitale - il converter DC.

La grande diffusione dei motori a corrente continua, tuttora molto diffusi nelle applicazione di grande potenza nelle quali sia richiesto un controllo preciso di coppia e di velocità, ha portato come conseguenza una grande diffusione di dinamo tachimetriche.

Questo tipo di prodotto ha dimostrato, negli anni, di avere tutte le prerogative di robustezza necessarie per poter soppravvivere per anni alle dure condizioni di lavoro degli impianti industriali più gravosi, quali quelle che si verificano negli impianti siderurgici ( laminatoi, trafile e calandre ), negli impianti di lavorazione della gomma ( bambury ) e nelle cartiere. Ovviamente queste ultime erano solo alcune delle numerossisime applicazioni.

 

TIPI

La dinamo tachimetrica può essere di due fondamentali tipologie:

1. Albero sporgente: un albero sporgente può essere collegata ad una estremità dell'albero del motore tramite l'utilizzo di un giunto elastico avente due fori ad entrambe le estremità

2. Asse cavo: le dinamo ad asse cavo sono costituite da una bobina che si monta direttamente sull'estremeità d'albero preposta del motore elettrico e da un case che si può accoppiare con la flangia di centraggio collegata allo scudo fisso del motore stesso. Queste dinamo sono generalmente molto comode da montare e molto compatte come ingombro poichè non è necessario alcun giunto ulteriore. 

 

APPLICAZIONI

Le applicazioni più comuni della dinamo tachimetrica riguardano tutto il mondo dell'automazione industriale: dal siderurgico al cartario, dal packaging alla macchina utensile passando per la motoristica a.c./d.c., dalla robotica al controllo di processo

 

COME FUNZIONA

La rilevazione del movimento angolare avviane attraverso il principio dell'anello di Pacinotti.

Una bobina posta in rotazione all'interno di un campo magnetico creato tramite magneti permanenti genera una forza elettro motrice ai poli dell'avvolgimento elettrico della bobina stessa. Questa forza elettromotrice è proporzionale alla velocità con cui la bobina ruota all'interno del campo magnetico: valori tipici di tensione sono 60 Volt a 1000 RPm, ma ovviamente esistono una molteplicità di esecuzioni atte a soddisfare tutte le esigenze.

I valori di tensione sono letti ai capi terminali dell'avvolgimento, come detto, e questo grazie ad un piccolo collettore che, tramite delle spazzole in elettrografite oppure carboargento, viene messo in condizioni di collegare gli avvolgimenti del rotore con i terminali di un cavo o di una morsettiera.